Essere sposati significa poter mangiare il gelato a letto.
Brad Pitt
Essere sposati significa poter mangiare il gelato a letto.
Brad Pitt
Lo scorso 14 giugno il consueto appuntamento Villa in Verticale (XVI edizione) era dedicato al Franciacorta Cuvette, millesimato fiore all’occhiello della maison di Monticelli Brusati. “Cuvette” nella tradizione locale significa “conca”, identifica un avvallamento in zona che, per la composizione del terreno e per la particolare esposizione, ospita un cru che viene poi declinato al meglio nelle cantine di Villa.
Il comunicato stampa finale della manifestazione descrive al meglio l’evento, e la bottiglia risultata prima nel giudizio degli esperti degustatori (una settantina) fra le dieci annate proposte: si tratta di un Villa Franciacorta Cuvette Sec millesimato 1994 – purtroppo qui dovrete accontentarvi del comunicato…
Emanuele Bonati
Milano mi scorre intorno, affrettata e accaldata. Sono qui da Coin in 5 giornate. Allora… se mi tolgo il golf, e magari cerco di raccogliere i capelli sotto questo berretto da baseball… senza occhiali… magari non mi riconoscono, e posso comprare ancora qualcosa a 1 euro o 2… poi… invece del bancomat uso la carta di credito… i contanti… e se chiedo in prestito questo bambino e faccio prendere qualcosa a lui? però non può prendere la birra, il vino… e… beh… entro dall’altra porta, giusto caso…
E insomma – Eataly festeggia (il suo compleanno, mi sembra) con una serie di offerte di prodotti a 1 o 2 euro, appunto – dalle mozzarelline agli yogurt, al dolcetto, alla pasta, ai biscottini di Novara…
Le uova biologiche prodotte da una gallina in una nursery sul retro… I tagliolini tagliati lì in diretta… Le acciughe convinte a diliscarsi e a infilarsi nel vasetto in modo etico e biosensibile…
E la soddisfazione di dire ho speso 20€ ma ne avrei spesi 35, o 42… anche se poi ne spendi di più perché c’è lì anche quel formaggio unico fatto a mano dalle mucche d’alpeggio, quella cremina marmellatosa…
Scherzi a parte, prodotti ottimi, scontati – e io, in preda a shopping compulsivo, che mi aggiro con aria famelica…
Emanuele Bonati
foto www.eataly.it
Abbiamo parlato qualche mese fa della chiusura di una storica rivista statunitense, “Gourmet” – e abbiamo sfogliato con tristezza l’ultimo numero.
I media statunitensi parlano in questi giorni di un ritorno della testata, non in edicola ma sulla rete: la Condé Nast infatti annuncia il lancio di un sito, Gourmet Live, che “brings together content, social and location-based technology, a variety of engagement options all around cooking, travel, entertaining, special occasions, fine dining, holidays and more!” – insomma, un po’ di tutto: il marchio viene ripensato essenzialmente in chiave di cucina e viaggi. Al sito (che dovrebbe andare a regime in autunno) si affiancherà un’app per l’iPad… Ottima idea, ovviamente…
A quanto pare l’editor Ruth Reichl non è stata coinvolta in questa nuova avventura – in un feed su Twitter afferma che stanno riportando in vita il marchio, non tanto la rivista.
Un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione.
Giorgio Gaber
Trieste: la bora, le mule, il Castello di San Giusto, Svevo e Joyce a passeggio, Saba in libreria, o magari in un caffè… Ecco, anche il caffè, e forse – soprattutto – i caffè: Trieste è la città dei caffè, spesso ancora legati al passato mitteleuropeo, veri e propri locali storici, che conservano tuttora un sapore antico, quasi che tra i loro tavoli ci si possa davvero ancora imbattere in Tommaseo, vedere Svevo e Joyce alle prese con l’inglese e l’italiano, Virgilio Giotti, Giani Stuparich, Scipio Slataper, e Saba…
Ecco quindi che è logico e naturale che a ottobre (dal 28 al 30) si tenga a Trieste la 5a edizione del TriestEspresso Expo, che ogni due anni riunisce nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia i più importanti imprenditori della filiera del caffè di tutto il mondo.
Come afferma Fulvio Bronzi, presidente di Fiera Trieste Spa, che organizza la manifestazione con l’Associazione Caffè Trieste e con il contributo della Camera di Commercio di Trieste, “Il settore del caffè espresso cresce in tutte le aree geografiche e l’industria italiana è sicuramente all’avanguardia.” E in effetti il mercato mondiale del caffè negli ultimi 5 anni è cresciuto costantemente, sia in termini di valori che di volumi.
Sono in costante crescita anche i numeri di TriestEspresso: nell’edizione 2008 c’è stato un incremento delle aree espositive del 37,5%, i visitatori sono arrivati da 79 Paesi, e da 104 espositori del 2002, anno della prima edizione, si è arrivati ai 209 del 2008 (e se gli espositori italiani sono passati da 93 a 157, gli stranieri da 11 sono diventati 52).
“Anche per l’edizione 2010 i numeri continueranno a crescere – continua Bronzi – e con essi la qualità e l’efficacia di questo appuntamento capace di far concludere affari per milioni di euro; il 70% delle aree espositive è già stato assegnato in una manifestazione altamente specializzata sulla filiera dell’espresso che può vantare un tasso di fidelizzazione espositori superiore all’87%.”
Inoltre, continua Bronzi, “In questa edizione rafforzeremo la collaborazione con le realtà scientifiche del territorio, che forniranno a tutti i partecipanti all’Expo una mappatura delle nuove tendenze tecnologiche e le novità nello studio della genetica della pianta.”
La città di Trieste può vantare un’elevata concentrazione di industrie di eccellenza in questo settore, e da oltre due secoli è il principale porto italiano per l’importazione dei chicchi. Inoltre, in città è presente uno dei pochi impianti di decaffeinizzazione presenti in Italia; l’Università conduce ricerche applicate in questo campo e ha isituito un dottorato triennale post-laurea; il Laboratorio chimico mercelogico della Camera di Commercio è l’unico in Italia ad avere la capacità di “qualificare” un caffè…
A TriestEspresso partecipano quindi produttori, importatori e traders, piccoli e medi torrefattori, ma anche produttori di attrezzature e impianti di torrefazione e lavorazione, e di macchine e parti di ricambio per il caffè espresso, macinacaffè, attrezzature e macchinari per imballaggio ed etichettatura, produttori e distributori di stoviglie e tazzine – evia via fino a case di spedizione, logistica, trasportatori, aziende di software, stampa di settore… e magari da qualche parte si riuscirà anche a trovare un bar dove bere un buon caffè!
Emanuele Bonati
Ho passato un’ora, l’altro giorno, dopo aver pranzato al Clandestino Milano, il locale di Moreno Cedroni, a cercare online i commenti e soprattutto le critiche che gli sono state rivolte.

• pinzimonio di germogli finocchi e alfa alfa con crema di formaggi fresco
• simmenthal di pesce (rombo branzino gelatina di pesce e pomodoro)
• spinosini al salmone, polvere di yuzu, mayonese di rapa rossa e salsa al cocco e lime
• frittatina all’amatriciana con alice sott’olio
• tataki di tonno con conditella di pomodorini, cipolla e colatura d’ alici, riso susci
• insalata, pollo rosolato salsa soya e zenzero
• ricotta di capra con confettura di prugne
• mousse di cioccolato fondente, sale di cipro, olio alle clementine
Quando Chuck Norris fa il salame al cioccolato usa dei veri maiali al cioccolato.
(http://welovechucknorris.blogspot.com/ – spedita da apollo)
Una serata all’insegna della sicilianità mercoledì 16 giugno 2010: due spettacoli, con inizio alle ore 21,00, al Piccolo Teatro Studio, provenienti dal Teatro Garibaldi di Palermo: Lucio, di e con Franco Scaldati, sotto forma di lettura, un testo visionario e poetico in lingua siciliana, e Sutta Scupa di Giuseppe Massa, immerso nella realtà del precariato e della disoccupazione. Gli spettacoli, della durata di un’ora circa l’uno, sono ad ingresso gratuito, e fanno parte del progetto Masterclass 2010 – La casa delle scuole di teatro.
Da segnalare la proposta per il dopo teatro del Ristorante Bassa Marea, in via Anfiteatro, che propone dalle 23 un buffet di specialità siciliane. Si tratta di una sinergia interessante, intelligente, che unisce la cultura teatrale e quella materiale, culinaria, che probabilmente potrà fornire spunti ulteriori di riflessione…
A CibVs piace l’unione, la mescolanza di linguaggi e media diversi, ma con una cultura comune, come in questo caso…
Emanuele Bonati